Il
Museo Guimet delle Arti Orientali presenta sobrietà ed eleganza, insieme al rifiuto
d'ogni tipo di facile esotismo.
Progettato dagli architetti
Henri e Bruno Gaudin, vincitori del concorso per il restauro
di uno dei dodici maggiori musei francesi, il museo racchiude la più vasta ed importante
collezione di tesori dell'arte e dell'archeologia asiatica, provenienti da diciassette
antichi paesi, tra cui citiamo l’Afghanistan, il Giappone, la Corea, la Cambogia, il Tibet
e l’Himalaya, insomma, dalle regioni d'Asia Centrale all'India fino all'Estremo Oriente ed
ai paesi del Sud-Est asiatico.
Guimet stesso cominciò a collezionarle nel 1876, durante un viaggio in Asia.
Il Guimet presenta molti piani, ognuno dedicato ad un'area geografica.
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Al pian terreno vi sono oltre ad un negozio pieno di articoli e libri, due gallerie,
delle quali una è dedicata all’arte indiana e una all’arte del sud-est asiatico.
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Al secondo piano sono ospitate diverse collezioni. Si va dall'arte della Cina antica a quella
del Pakistan-Afghanistan passando per Nepal e Tibet. Qui vi sono oggetti come ceramiche
cinesi del V secolo prima di Cristo e oggetti decorativi indiani del XIX secolo.
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Il terzo piano è diviso tra Cina, Giappone e Corea. La sezione dedicata al Giappone è ricca
di sculture del periodo 710-794 e di arte grafica dal periodo 1603-1868. Per quanto riguarda
la Cina trovate esempi di pittura, arti decorative, arti grafiche e calligrafiche.
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Negli ultimi due piani trovate solo piccole gallerie dedicate alla Cina. Sono qui immancabili
i fantastici paravento e il prezioso vasellame.